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Sofonisba Anguissola: pittrice rinascimentale

mercoledì 18 Mar 2026
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Sofonisba Anguissola

In un'epoca in cui le donne erano viste come oggetti da rappresentare nell'arte, e non come artiste, la pittrice Sofonisba Anguissola fu la prima a essere riconosciuta a livello internazionale. Nel corso della sua carriera, fu apprezzata da artisti del calibro di Michelangelo e Antoon van Dyck, e dallo storico d'arte Giorgio Vasari. È particolarmente nota per i suoi autoritratti e quadri di famiglia.

La carriera artistica di Sofonisba è stata facilitata da un contesto aristocratico e dal padre, la combinazione di questi privilegi con il suo talento l'ha aiutata ad abbattere le barriere e a fare da apripista all’inclusione delle donne nello studio dell’arte.

Le origini di Sofonisba Anguissola

Sofonisba Anguissola nacque a Cremona nel 1532, in una famiglia aristocratica che vantava una lunga tradizione culturale. Il padre, Amilcare Anguissola, da collezionista e appassionato d’arte, trasmise la sua passione alle figlie. Sofonisba crebbe dunque in un ambiente ricco di stimoli intellettuali.

A differenza di molte giovani aristocratiche del suo tempo, però, la fanciulla non considerava la pittura un semplice passatempo, bensì era intenzionata a farne una vera e propria professione. Il padre, consapevole delle difficoltà economiche che comportava dover provvedere alle doti di tutte le sue figlie, vide in lei un talento capace di garantire sostegno economico alla famiglia. Fu così che decise di investire nella sua formazione artistica, avviandola a un percorso di apprendimento che avrebbe presto dato i suoi frutti.

 

Sofonisba Anguissola Autoritratto

Autoritratto (1558) Carta applicata su tavola

 

L’apprendistato a Cremona: Bernardino Campi e il Sojaro

Tra gli undici e i tredici anni, Sofonisba iniziò il suo apprendistato presso il pittore cremonese Bernardino Campi. Per tre anni visse come ospite pagante nella casa del maestro, assorbendo da lui lo stile manierista tipico dell’Italia Settentrionale tra il XV e il XVI Secolo. La sua formazione sotto Campi fu fondamentale per lo sviluppo del suo stile, in particolare nel campo della ritrattistica, in cui Sofonisba eccelse fin da subito.
Quando, nel 1549, Campi si trasferì a Milano, lei continuò la sua formazione sotto la guida di Bernardino Gatti, detto il Sojaro. Durante questo periodo, la giovane pittrice realizzò alcune delle sue prime opere più significative. Opere che mostrano già la maestria di Sofonisba nel catturare l’essenza dei soggetti con una sensibilità rara.

La corrispondenza con Michelangelo e l’influenza su Caravaggio

Un aspetto cruciale ad assicurare il decollo della carriera di Sofonisba fu il carteggio che avvenne tra il padre Amilcare e Michelangelo Buonarroti, uno dei più grandi artisti del Rinascimento di allora.

Il padre, desideroso di vedere riconosciuto il talento della figlia, gli inviò a diversi disegni di Sofonisba, chiedendo al maestro di darle dei suggerimenti per crescere. Michelangelo apprezzò subito le doti della giovane e le propose di cimentarsi con l’espressione del dolore, un tema che Sofonisba affrontò nel disegno del fratellino Asdrubale morso da un gambero, in cui riuscì a ritrarre con straordinaria intensità il pianto e il dolore del bambino.

Tale fu la resa esecutiva dell’opera, da impressionare in seguito anche lo stesso Caravaggio, che lo utilizzò come modello per il suo Ragazzo morso da un ramarro. Anche se non esiste una prova diretta di un incontro tra i due, è probabile che Caravaggio sia stato influenzato dai lavori di Sofonisba, in particolare dalla sua cura per la resa dei moti dell’animo e la capacità di catturare la vera essenza dei soggetti ritratti.

Sofonisba Anguissola e la fama come ritrattista

Grazie al sostegno del padre e alla sua straordinaria abilità, Sofonisba Anguissola riuscì a farsi notare dalle principali corti italiane. Le sue capacità come ritrattista divennero presto note, e i suoi servizi furono richiesti da famiglie aristocratiche di rilievo come i Gonzaga, gli Estensi e i Farnese.
Un esempio della sua fama crescente è il Ritratto di famiglia Anguissola del 1558, ove la pittrice immortalò la propria famiglia con una sensibilità che andava oltre la semplice rappresentazione fisica, cogliendo l’umanità e i legami affettivi tra i membri.

Questa e altre opere, come La partita a scacchi del 1555, mostrano la maestria di Sofonisba nel combinare la precisione del dettaglio con una profondità psicologica che pochi artisti erano in grado di raggiungere all’epoca.

Sofonisba Anguissola Autoritratto al cavallettoAutoritratto al cavalletto, 1556 (olio su tela)

Sofonisba Anguissola "la partita di scacchi "

Partita a scacchi (1555) oliuo su tela 70x94cm - Narodowa Museum - Polonia

L’invito alla corte spagnola

Nel 1559, la fama di Sofonisba raggiunse la corte di Filippo II di Spagna, che la invitò come insegnante di disegno e dama d’onore della giovane regina Elisabetta di Valois. Lei accettò e si trasferì a Madrid, dove rimase per diversi anni, producendo numerosi ritratti dei membri della famiglia reale. La sua permanenza a corte le fruttò fama, ma anche ricompense significative – sebbene mai esplicitamente monetarie – come quando ricevette in dono un diamante del valore di 1500 scudi per un ritratto di Don Carlos, figlio di Filippo II.

Il periodo siciliano

Nonostante questo successo, Sofonisba non rimase a corte per sempre. Nel 1573, sposò il nobile siciliano Fabrizio Moncada e si trasferì con lui a Paternò, in Sicilia. Il matrimonio, fu di breve durata: Fabrizio morì cinque anni dopo. Nel corso di questa sua prima permanenza in Sicilia, Sofonisba continuò a dipingere, producendo opere come la Pala d’Altare della Madonna dell’Itria, in cui il volto della Vergine è un autoritratto della stessa pittrice. Questo dipinto rappresenta un omaggio al marito defunto, con la marina sullo sfondo che richiama la tragedia della sua morte sulle coste di Capri.

Sofonisba Anguissola Madonna dell'Itria
Madonna dell’Itria, 1578-79, olio su tavola, 239,5×170 cm. Paternò, Parrocchia di Santa Maria dell’Alto, Chiesa dell’ex monastero della Santissima Annunziata

Il secondo matrimonio e il soggiorno a Genova

Rimasta vedova, Sofonisba decise di lasciare la Sicilia, per tornare a casa, ma durante il viaggio conobbe Orazio Lomellini, un giovane capitano di marina genovese, che sposò nel 1579. I due si stabilirono a Genova, dove Sofonisba lavorò per più di trent’anni, ritraendo molti aristocratici spagnoli di passaggio in città. Il suo incontro con il pittore Pierfrancesco Piola la spinse a esplorare nuovi stili, ispirati dai pittori genovesi dell’epoca.

Il ritorno in Sicilia e l’incontro con Van Dyck

Nel 1615, Sofonisba tornò in Sicilia con il marito, stabilendosi a Palermo. Nonostante un significativo calo della vista, la pittrice continuò a lavorare, ricevendo ammirazione e rispetto da artisti di tutta Europa. Uno dei momenti più significativi della sua vita fu l’incontro con Van Dyck, che visitò Palermo nel 1624. Van Dyck rimase profondamente colpito dalla sua arte e le dedicò un celebre dipinto che la raffigura anziana, seppur ancora incredibilmente vitale.

Sofonisba Anguissola: un’eredità duratura

Sofonisba Anguissola morì a Palermo nel 1625, all’età di oltre novant’anni. La sua lunga e prolifica carriera ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama artistico del Rinascimento. Non solo la si può considerare una delle prime donne a raggiungere il successo come pittrice professionista, ma anche il punto di riferimento per alcuni grandi maestri successivi, come Caravaggio e Van Dyck. La sua capacità di catturare l’essenza dei suoi soggetti con una sensibilità unica e la sua determinazione a farsi strada in un mondo dominato dagli artisti uomini fanno di lei una figura straordinaria, degna di essere ricordata e studiata ancora oggi.


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