
Berthe fu iniziata fin da piccola alla pittura, insieme alle sorelle Edma e Yves: poiché le Accademie erano ancora precluse alle donne, nel 1865 i genitori realizzarono nel giardino di casa un atelier destinato alle figlie, procurando loro lezioni private di pittura.
Le Morisot frequentarono anche il Louvre esercitandosi nella copia dei capolavori.
All'epoca le nozze costituivano per le ragazze l'obiettivo principale, ma Berthe si sarebbe sposata per ultima, dopo alcuni corteggiamenti senza esito.
Artisticamente Berthe e la sorella Edma fecero la prima esperienza importante al seguito di J. Baptiste Camille Corot, che le avviò alla pittura en plein air; in questo periodo esse entrarono anche in contatto con artisti di spicco come Henry Fantin LaTour e Pierre Puvis de Chavannes.
Nel 1868 Berthe conobbe il già affermato Edouard Manet, egli sarebbe diventato il suo più importante riferimento artistico e la ritrasse almeno in undici occasioni.
Attraverso questa frequentazione la giovane pittrice incontrò anche Eugene, fratello minore di Edouard; fra Eugene e Berthe si stabilì un affiatamento crescente che condusse, nel 1874, al matrimonio.
Berthe non smise di dipingere neanche dopo la nascita della figlia, che anzi divenne il suo soggetto privilegiato.
Con la collaborazione del marito, la pittrice trasformò la sua casa in luogo d'incontro di intellettuali e artisti.
Artisticamente Edouard Manet e Berthe Morisot si suggestionarono a vicenda. Lei prese a dipingere scene più essenziali e figure costruite in modo meno tradizionale. Sviluppando interesse per la pittura all'aperto, la pennellata più rapida e meno compatta, i colori più luminosi.
Per Morisot la prima esposizione pubblica di successo avvenne con una tela esposta al Salon del 1970; il quadro ritraeva la madre e la sorella della pittrice ed era stato rimaneggiato dallo stesso Manet. Berthe ne fu contrariata ed affermò che non avrebbe più voluto esporlo perché le sembrava una "caricatura", un Manet scadente. Pur stimando il pittore, la giovane artista rivendicava l'autonomia del proprio percorso.
A conferma di questa indipendenza, Berthe continuò a confrontarsi con gli altri artisti e a sperimentare, liberandosi dalle regole della pittura convenzionale.
Contro il parere di Manet partecipò già nel 1874 alla prima mostra impressionista, e da allora espose regolarmente con il gruppo.
Fu la prima donna a sfidare il mondo accademico per adottare questo nuovo linguaggio, seguita presto da altre come Marie Bracquemond, Eva Gonzalès e la statunitense Mary Cassatt.
Sul mercato dell'arte Berthe Morisot riscontrò le stesse difficoltà che mediamente ebbero un po' tutti gli artisti moderni.
Rispetto ad altri Impressionisti, Berthe faceva uso più frequente di studi e bozzetti preparatori; inoltre lavorò più sulle trasparenze che sulle proprietà ottiche del colore.
In effetti nei quadri di Berthe il particolare e la forma sono per lo più subordinati al colore e alla sua stesura veloce; le pennellate vanno in ogni direzione e sono ampie, i colori luminosi e vibranti sono spesso frutto di una tecnica che mischia l'olio con le trasparenze dell'acquerello.
Berthe dipingeva preferibilmente ambienti con donne e bambini, in parte perché la sua condizione di donna le precludeva di girovagare liberamente come i colleghi dell'altro sesso: l'esperienza così importante nella sensibilità ottocentesca del flaneur resta una prerogativa maschile.
Eppure il suo punto di vista permette una vera e propria partecipazione alle sensazioni dei personaggi: in effetti i bambini e le adolescenti di Berthe esprimono stati d'animo specifici e un'ottica propria.
Con la sua tecnica nervosa e diretta, la pittrice indagava non solo il fenomeno percettivo, ma anche un'attenta varietà di emozioni. Probabilmente proprio la ricerca di una funzione più espressiva la indusse a recuperare, negli ultimi anni, un disegno più marcato e la plasticità delle forme.
"Otterrò la mia indipendenza solo se persevererò e dichiarerò la mia intenzione di emanciparmi", scrisse Berthe Morisot nel 1871.
Per una donna del suo rango sociale, il primo passo verso la liberazione è stata una dichiarazione della sua ambizione di diventare una pittrice professionista. Nel 1864, iniziò quindi a esporre al Salone ufficiale, che all'epoca era un evento annuale.
Su invito di Edgar Degas, ma contro il consiglio dei suoi amici Édouard Manet e Pierre Puvis de Chavannes, decise anche di presentare il suo lavoro a quella che sarebbe diventata la prima mostra impressionista nel 1874.
I primi anni 1870 furono un periodo cruciale per Morisot e fece delle figure la pietra angolare del suo lavoro. La sua modella preferita era sua sorella e compagna di pittura Edma, che posava sia all'interno che all'esterno.
Il dipinto in questione costituisce la prima rappresentazione del tema della maternità nell'opera di Morisot, che l'artista avrebbe poi coltivato regolarmente. La tela rivela l'influenza di Édouard Manet e la composizione del dipinto si basa sulla diagonale formata dallo sguardo della madre verso la figlia addormentata e il tessuto della culla in cui dorme. La diagonale è rafforzata dal braccio sinistro piegato della madre, a cui risponde il piccolo braccio, anch'esso piegato, del bambino.
Morisot utilizza in questo dipinto un numero ridotto di colori e una pennellata fluida. Il dipinto riflette un'atmosfera di grande intimità, dolcezza e amore protettivo.
L’artista ha integrato prestissimo il lavoro all’aperto nella sua formazione.
Strumento di conoscenza della natura, il plein air fa certamente parte del percorso accademico già dalla fine XVIII secolo, oltre che della pratica pittorica femminile, amatoriale o professionale.
Dalla metà del XIX secolo, i pittori vi vedono l’opportunità di un nuovo sguardo sulla natura, propizio alla trascrizione di un’impressione immediata e svincolata dalle routine accademiche.
Negli anni ’70 dell’Ottocento, Morisot moltiplica dunque le figure immortalate all’aperto, muovendosi negli spazi a cui ha accesso una donna del suo ambiente.
Parigi dalla collina del Trocadero, dove sorge la dimora familiare, le stazioni balneari delle Petites Dalles o di Fécamp, i giardini pubblici o privati.
In Morisot, il plein air è indissociabile dalla rappresentazione della vita moderna.
La fattura è nervosa; il pennello, grafico, dispone i principali punti di riferimento e i personaggi, talvolta semplificati al limite e ridotti a pochi, schematici tocchi di colore. Sfidando l'artista con le sue incessanti variazioni, la luce esterna costringe a un’esecuzione rapida, sintetica, parsimoniosa di mezzi, una "impressione", per stare sempre al passo con un motivo fugace.
La questione del finito attraversa l’intera produzione di Berthe Morisot e, più in generale, si colloca al cuore dei dibattiti sull’impressionismo.
Morisot è senz’altro l'artista che svolge al riguardo gli esperimenti più radicali.
La ricerca di un effetto di istantaneità la porta allora ad adottare una pennellata sempre più rapida e abbozzata, che fonde figura e sfondo in un all-over privo di punti di riferimento spaziali.
Secondo un procedimento caro a Morisot, gli angoli e talvolta i bordi della tela sono poco o per niente ricoperti di pittura, la pennellata si fa sempre più debole proprio negli angoli, e a volte l’artista lascia trasparire la tela grezza, senza preparazione.
Un giornalista la soprannominò nel 1880 "l'angelo dell’incompiuto".
Tutto avviene come se questa tecnica, complessa e vigorosa, sicura e personale, spontanea e controllata, mettesse in scena una corsa contro il tempo, l’estetica dell’ "opera in divenire", che introduce una temporalità nel mondo immobile del quadro.
L’opera di Berthe Morisot rappresenta una delle espressioni più autentiche e radicali dell’Impressionismo. Artista determinata e consapevole, seppe affermare la propria indipendenza in un contesto che relegava le donne a ruoli marginali, trasformando i limiti imposti dalla società in una forza creativa originale.
La sua pittura, fatta di pennellate vibranti, trasparenze luminose e forme volutamente sospese tra compiuto e incompiuto, non si limita a catturare l’impressione visiva, ma indaga la dimensione emotiva e interiore dei suoi soggetti.
Attraverso scene di vita quotidiana, figure femminili e momenti di intimità domestica, Morisot costruisce uno sguardo moderno e partecipe, capace di restituire la sensibilità del suo tempo con straordinaria finezza.
La sua eredità non è soltanto artistica, ma anche culturale: Berthe Morisot rimane il simbolo di un’emancipazione conquistata attraverso l’arte, di una voce femminile che ha saputo imporsi con grazia, coraggio e innovazione nel panorama della pittura moderna.