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Al Forte di Bard: Fernando Botero "Tecnica monumentale"

martedì 16 Dic 2025
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Fernando Botero: Tecnica monumentale

Un colosso della forma al Forte di Bard

Dal 29 novembre 2025 al 6 aprile 2026, il Forte di Bard accoglie una delle mostre più significative della stagione espositiva italiana: Fernando Botero. Tecnica monumentale. Curata da Cecilia Braschi e realizzata in collaborazione con 24 Ore Cultura e la Fernando Botero Foundation, l’esposizione rende omaggio a uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento e dei primi anni Duemila, capace di costruire un linguaggio immediatamente riconoscibile e universalmente condiviso.

Oltre cento opere — tra dipinti, acquerelli, disegni e sculture — raccontano l’universo poetico di Botero, un mondo in cui il volume non è eccesso, ma misura; non caricatura, ma scelta estetica e filosofica.

La tecnica come visione del mondo

Il titolo della mostra, Tecnica monumentale, rivela il cuore del progetto: Botero concepisce ogni opera come un organismo completo, dove tecnica e pensiero coincidono. La dilatazione delle forme, cifra inconfondibile del suo stile, non è mai casuale: è il risultato di una lunga riflessione sulla pittura rinascimentale, sulla scultura classica e sulla tradizione figurativa europea e latinoamericana.

Disegno, pittura e scultura non sono per Botero ambiti separati, ma strumenti complementari. Il percorso espositivo lo dimostra con efficacia, mettendo a confronto opere realizzate con tecniche diverse ma unite dallo stesso soggetto, permettendo al visitatore di osservare come la forma si trasformi pur mantenendo una coerenza assoluta.

Il percorso espositivo

Allestita nelle sale delle Cannoniere, la mostra si articola in sette sezioni tematiche:

  1. nature morte
  2. nudi
  3. ritratti
  4. scene di vita quotidiana
  5. dialoghi con la storia dell’arte
  6. denuncia sociale
  7. celebrazione della cultura popolare

La struttura accompagna il pubblico in un viaggio graduale, dalla dimensione più intima del disegno fino alla monumentalità della scultura, valorizzata dal dialogo con l’architettura possente del Forte.

Particolare attenzione è riservata ai materiali preparatori: schizzi, studi e disegni che rivelano il rigore compositivo e la lentezza meditativa del processo creativo di Botero.

I pezzi chiave della mostra

Tra le opere esposte, alcuni lavori emergono come veri e propri nuclei concettuali del percorso.

Uno dei punti focali è rappresentato dai grandi nudi femminili, soggetto centrale nella produzione di Botero. Qui il corpo non è mai erotizzato, ma trattato come una presenza solenne, quasi scultorea. Le superfici lisce, i colori pieni e l’assenza di tensione drammatica restituiscono un’idea di bellezza atemporale, lontana dai canoni contemporanei ma profondamente umana.

Altro momento essenziale è dedicato ai ritratti, dove Botero indaga il tema dell’identità. Volti immobili, sguardi frontali, posture statiche: dietro l’apparente semplicità si cela una riflessione sul potere, sulla borghesia, sulla rappresentazione sociale. Alcuni ritratti sembrano sospesi tra ironia e rispetto, in un equilibrio sottile che è una delle grandi conquiste dell’artista.

Le nature morte costituiscono una sezione di sorprendente raffinatezza. Frutti, strumenti musicali e oggetti quotidiani vengono trasformati in architetture silenziose, dove il volume diventa protagonista assoluto. Qui Botero dialoga apertamente con la tradizione classica, dimostrando come anche un genere apparentemente minore possa diventare terreno di sperimentazione formale.

Di forte impatto è la sezione dedicata alla denuncia sociale e politica, dove emergono opere legate ai temi della violenza, della guerra e dell’abuso di potere. In questi lavori, il linguaggio boteriano si carica di una tensione inedita: le forme restano dilatate, ma il tono si fa più cupo, dimostrando come il suo stile possa essere anche strumento di critica e memoria.

Chiude idealmente il percorso la presenza delle sculture in bronzo, autentici manifesti della poetica di Botero. Collocate in modo da dialogare con lo spazio, queste opere restituiscono al volume una fisicità tangibile, invitando il visitatore a muoversi attorno alle forme, a percepirne il peso, l’equilibrio e la forza plastica.

Perché Botero è un artista fondamentale

Botero è importante perché ha dimostrato che è ancora possibile essere figurativi senza essere nostalgici, contemporanei senza rinunciare alla tradizione. Ha costruito un linguaggio personale e coerente, capace di attraversare decenni e continenti, parlando a pubblici diversi con una chiarezza rara nel panorama dell’arte moderna.

La mostra del Forte di Bard non è solo una celebrazione, ma un’occasione di comprensione profonda: un invito a guardare oltre l’apparenza delle forme per cogliere la complessità di un artista che ha fatto del volume una filosofia visiva.

Informazioni pratiche

Luogo: Forte di Bard, Bard (AO)
Date: 29 novembre 2025 – 6 aprile 2026

Orari:
– Martedì–venerdì: 10.00–18.00
– Sabato, domenica e festivi: 10.00–19.00
– Lunedì chiuso
(Apertura continuata durante le festività natalizie)

Biglietti:
– Intero: 15 €
– Ridotto: 12 €
– Gratuito: under 18 e categorie convenzionate

Il biglietto consente l’accesso anche ad altre sedi espositive del Forte.


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