
Al castello di Novara: "L'Italia dei primi italiani" propone una ottantina di capolavori eseguiti dai primi anni sessanta dell’Ottocento al primo decennio del Novecento da alcuni dei maggiori protagonisti della nostra cultura figurativa.
La mostra "L'Italia dei primi italiani" si propone di illustrare a tutto tondo la nostra nazione appena nata, il suo variegato territorio e la sua popolazione nel corso di decenni che sono stati testimoni di profonde trasformazioni, politiche, economiche, culturali e sociali.
Tali trasformazioni avrebbero lentamente condotto il Paese verso la modernità dandogli un volto nuovo e modificando per sempre gli usi e costumi dei suoi abitanti.
In Italia, nel periodo compreso fra il 1848 e il 1878, si affermò un movimento artistico trasversale che la critica oggi identifica con il termine “pittura del Risorgimento”.
Questo fenomeno vide coinvolti numerosi artisti, provenienti dalle fila del Romanticismo, del Verismo, dei macchiaioli, tutti accomunati dalla volontà di celebrare un momento così straordinario della storia italiana.
Quasi tutti i pittori del Risorgimento vissero in prima persona le vicende che poi raccontarono nei loro quadri: si trattava, infatti, di “pittori-soldati”.
Grazie al valore della loro testimonianza, molti dipinti di questi anni diventano credibili documenti visivi che permettono a noi oggi di accostarci con più immediatezza a pagine di storia che altrimenti sarebbero solo raccontate dai libri.
Le immagini proprio come i testi costituiscono una fonte storica e sono a tutti gli effetti uno strumento di conoscenza e d’indagine significativo per riflettere su avvenimenti politici e sociali.
Appartenendo a un ambito verista, i pittori-soldati evitarono la retorica della celebrazione, l’esaltazione dei comandanti, il virtuosismo dei trionfi. Al contrario, amarono dare spazio, e un volto, ai soldati semplici, ai feriti, ai caduti, ai prigionieri.
I loro quadri raccontano della fatica, del sudore, della sporcizia, della paura e anche dell’eroismo, quello degli sconosciuti, dei ragazzi comuni che spesso partirono carichi di speranze e di entusiasmo per non tornare più a casa.
Al Castello di Novara, nella mostra "L'italia dei primi italiani" il percorso espositivo si articola in sezioni tematiche che accompagneranno i visitatori attraverso il succedersi delle suggestive sale del Castello presentando loro opere provenienti da prestigiose collezioni, sia pubbliche sia private.
La prima sezione è dedicata all’Italia rurale e alla realtà del modo contadino, dalle Alpi alla Sicilia. I territori e la vita quotidiana dei nuovi italiani saranno illustrati attraverso straordinari lavori di artisti di grande spessore e fama.
La seconda sezione illustra la varietà delle nostre coste, in prevalenza alte, frastagliate, rocciose e scoscese quelle che si affacciano sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno, per lo più basse con spiagge sabbiose e ghiaiose quelle che si affacciano sul Mar Adriatico.
Oltre 8000 chilometri di territori molto diversi per morfologia, struttura geologica, varietà di ambienti naturali, insediamenti umani e produttivi.
L’articolato territorio costiero e le attività dei suoi abitanti saranno documentati da dipinti di Giovanni Fattori (1825-1908) Vincenzo Cabianca (1827-1902) Luigi Steffani (1828-1898) Francesco Lojacono (1838-1915) Rubens Santoro (1859-1941) Mosè Bianchi (1840-1904) e molti altri.
La terza sezione documenta alcuni aspetti della realtà urbana delle tre Capitali d’Italia, Torino, Firenze, Roma, e di altre grandi città come Napoli, Venezia e non ultima Milano, la prima metropoli italiana.
Città quest’ultima che, più di altre, vuole essere moderna e avverte una forte esigenza di trasformazione e che a vent’anni esatti dalla proclamazione dello stato unitario, in occasione dell’Esposizione Industriale Italiana del 1881.
Definita da Giovanni Verga la “Città più Città d’Italia”, la capitale morale del paese, quella destinata ad assumere in breve tempo una funzione trainante nel campo della produzione industriale e del lavoro.
La quarta sezione è dedicata agli svaghi della borghesia e conduce il visitatore in lussureggianti giardini urbani, a teatro, tra le luci soffuse di prestigiosi salotti, in campagna per una gita fuori porta o in luoghi di villeggiatura.
La quinta sezione è declinata tutta al femminile e illustra le diverse relazioni che numerose donne borghesi intrattenevano con le arti figurative. In sala incontriamo chi visitava le città d’arte e i loro straordinari musei, chi amava collezionare arte contemporanea e frequentava gli studi dei maggiori artisti per valutare personalmente le opere da acquistare per la propria collezione, chi amava dipingere per puro diletto e chi, invece, aveva coraggiosamente scelto di fare della pittura la propria professione.
La piccola cella del castello ospita la sesta sezione della mostra proponendo una scelta di opere legate ai tanti volti che la prostituzione ha avuto nell’Ottocento. Argomento che è stato spesso oggetto dell’attenzione di romanzieri e poeti, drammaturghi e compositori, ma che molto più raramente è stato affrontato dai pittori; tra questi Angelo Morbelli (1853-1919).
L’ultima sezione della mostra è dedicata ai diversi aspetti della vita quotidiana dei nuovi Italiani nelle più moderne città del Paese. Città industrializzate e sempre più popolose nelle quali lusso e miseria convivevano spesso l’uno accanto all’altra.
Città che alternavano zone lussuose con splendidi complessi edilizi contemporanei perfettamente rispondenti alle rinnovate esigenze della facoltosa borghesia, a zone squallide e fatiscenti abitate da una popolazione spesso priva di un lavoro regolare, costretta per poter sopravvivere ai lavori più umili o all’accattonaggio.
Straordinari episodi di vita moderna .
Orari: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00) | lunedì chiuso
Biglietti:
- Intero € 15,00
- Ridotto € 13,00
- Ridotto Feriale € 11,00 (da martedì a venerdì esclusi i festivi) - Ridotto Ragazzi € 6,00